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martedì 15 settembre 2009

La forza che ci spinge a cambiare

Nei post precedenti ti ho aiutato a definire una “lista dei sogni” e ti ho invitato a scegliere quattro o cinque obiettivi da perseguire nei prossimi mesi. Avere uno scopo preciso da raggiugnere è già un ottimo punto di partenza: sappiamo precisamente dove vogliamo arrivare e ciò ci permette di intuire quale strada dovremo seguire. Ma avere un obiettivo preciso potrebbe non essere sufficiente a trovare le giuste motivazioni per dedicarci con continuità al raggiungimento delle nostre mete. Dobbiamo quindi trovare un sistema per motivarci, in modo da riuscire ad avere la costanza di portare avanti i nostri progetti, la forza d’animo per far fronte agli imprevisti e l’elasticità per poter cambiare le nostre azioni in corso d’opera qualora le cose non dovessero andare secondo previsioni.

Ma come facciamo a trovare la spinta giusta che ci consentirà di dedicarci con convinzione alla realizzazione dei nostri sogni? La molla che ci permette di trovare le giuste motivazioni è rappresentata dalla cosiddetta “leva piacere/dolore”.

Il cambiamento avviene quando l’idea di continuare a vivere in una certa condizione provoca un disagio tale che non si può fare a meno di cambiare. In alternativa il cambiamento può avvenire quando il piacere che attribuiamo al raggiungimento di una nuova condizione è talmente allettante da spingerci all’azione. Meglio ancora se le due forze agiscono contemporaneamente: quando il dolore per la situazione contingente è insopportabile e contemporaneamente il piacere associato alla nuova condizione è altrettanto allettante, allora non c’è freno che tenga: in questi casi la spinta è talmente forte che il cambiamento può avvenire in pochi istanti.

Facciamo un esempio chiarificatore di come funziona l’equilibrio tra il piacere e il dolore. Immaginiamo un uomo che vive una relazione molto infelice con la propria compagna. Le continue incomprensioni, i litigi frequenti, hanno creato una condizione di forte dolore. Quell’uomo si rende conto che difficilmente riuscirà a raddrizzare il rapporto di coppia, eppure non riesce a trovare la forza di lasciare la propria compagna. Il motivo? Le possibilità sono due: o non sta soffrendo abbastanza, oppure non ha un’alternativa abbastanza piacevole. E’ possibile infatti che l’idea di lasciare la propria compagna provochi nell’uomo una certa dose di dolore che potrebbe manifestarsi sotto forma di sconforto, timore, insicurezza. Ecco alcune domande che quell’uomo potrebbe porsi: “E se dopo averla lasciata iniziassi a soffrire di solitudine?”, “Come farò ad adattarmi ad un nuovo stile di vita dopo tutti questi anni assieme? Sarò in grado di farlo?”, “E se poi non dovessi riuscire a trovare un’altra compagna e fossi costretto a passare il resto della mia vita da solo?”, "E se poi dovessi accorgermi di amarla quando ormai è troppo tardi?". Ecco che in questo caso la paura dell’ignoto, l’ansia che deriva dal dover affrontare una situazione nuova e indefinita, generano una quantità di dolore che va a controbilanciare il dolore che quell’uomo sopporta a causa della sua relazione. In questo caso la persona resta in una condizione di immobilismo, avendo creato una cosiddetta "barriera dolore/dolore": forte sofferenza per la situazione contingente, ma anche una certa quantità di dolore all’idea di cambiare.

E’ probabile che anche tu abbia conosciuto una coppia la cui relazione è durata per mesi (se non per anni), seppur fosse evidente che quelle due persone soffrissero molto nello stare assieme. In questi casi è molto probabile che entrambe le persone fossero incapaci di effettuare un cambiamento perché incastrate nella barriera dolore/dolore. Questo tipo di relazioni crea forti frustrazioni, tant’è vero che, nella maggior parte dei casi, prima o poi uno dei due si decide a lasciare il partner. E cosa avviene in quella persona quando decide di cambiare vita? Le possibilità sono sempre due. Il dolore associato alla vita di coppia potrebbe essere aumentato a dismisura: le continue incomprensioni, l’insofferenza per il partner può raggiungere un livello tale da superare la “paura dell’ignoto” ossia il dolore associato al cambiamento e al dover affrontare una situazione nuova. Ecco che il dolore causato dalla situazione contingente non è più in equilibrio con il dolore che potenzialmente provocherà la condizione futura e in questo caso il cambiamento avviene: c’è sempre una leva che spinge ogni essere umano verso una condizione di minor dolore (o di maggior piacere). Ma potrebbe anche capitare che il dolore legato alla relazione tra i due partner resti sostanzialmente invariato, mentre la quantità di dolore che si trovava sull’altro piatto della bilancia (cioè la paura del nuovo e dell’ignoto) venga sostituita da una condizione che dà piacere. Ciò potrebbe accadere ad esempio se l’uomo conoscesse una nuova donna e si innamorasse di lei. La nuova condizione non sarebbe più codificata come dolorosa (ansia per il nuovo, paura della solitudine etc..), ma al contrario sarebbe interpretata come allettante poiché prefigurerebbe una nuova relazione potenzialmente molto piacevole. Anche in questo caso la bilancia penderebbe a favore del cambiamento e quell’uomo non avrebbe più tanta difficoltà a lasciare la propria compagna.

In conclusione, ogni azione che noi compiamo, in qualsiasi contesto e in qualsiasi momento, è motivata dal fatto che tendiamo sempre ad allontanarci dal dolore e ad avvicinarci al piacere. A volte non siamo motivati ad effettuare un cambiamento: ciò può essere dovuto ad un equilibrio delle forze. Ad esempio ci troviamo già in una condizione piacevole e l‘alternativa, seppur piacevole, non ci darebbe un vantaggio significativo rispetto alla situazione contingente: pertanto associamo piacere sia alla vecchia sia alla nuova condizione e le due forze restano in equilibrio impedendo il cambiamento. Oppure non cambiamo perché proviamo dolore per la condizione nella quale ci troviamo, ma allo stesso tempo proviamo insofferenza anche quando riflettiamo sulle conseguenze del nostro cambiamento. In questo caso sono in equilibrio le due forze del dolore e il cambiamento non avviene perché crediamo che nessuna delle due alternative possa migliorare la nostra condizione.

A questo punto non dovrebbe essere difficile capire quando avviene il cambiamento: ci attiviamo per cambiare lo stato delle cose quando c’è uno squilibrio tra le due forze: o perché soffriamo di più a non agire piuttosto che a cambiare, o perché proviamo più piacere all’idea di cambiare piuttosto che rimanere immobili o perché (situazione ideale) proviamo dolore per la condizione contingente e piacere per la nuova condizione che raggiungeremo.

Questo è il motivo per cui, se anche in passato ti sei posto degli obiettivi, ad un certo punto hai preferito abbandonare il progetto in corsa e dedicarti ad altro. Perché l’equilibrio dolore/piacere non era tale da spingerti ad agire o perché tale equilibrio, mutando nel tempo, non ti ha permesso di perseguire con costanza il tuo obiettivo. Infatti la valutazione del piacere e del dolore non è un’analisi oggettiva. Si tratta di un’interpretazione del tutto personale e pertanto può cambiare da un momento all’altro, in base alla nostra esperienza e alle nostre convinzioni. Ad esempio se in passato hai rinunciato ad un progetto perché avevi paura di fallire (dolore per la nuova condizione) oggi, alla luce della tua esperienza e delle tue nuove convinzioni, potresti essere più consapevole delle tue capacità e non temere il fallimento. Questa nuova valutazione ti porterebbe a diminuire il dolore associato alla nuova condizione e a spostare l’equilibrio verso il cambiamento.

Ma torniamo ai nostri obiettivi e a come sfruttare la leva piacere/dolore per trovare le giuste motivazioni. Per perseguire con costanza i quattro o cinque obiettivi che abbiamo scelto dobbiamo cercare di condizionarci in modo tale da associare molto dolore all’idea di non agire e al tempo stesso molto piacere all’idea di realizzare i nostri obiettivi. Come detto la valutazione piacere/dolore è puramente soggettiva e pertanto siamo noi a decidere quanto dolore vogliamo attribuire alla condizione nella quale ci troviamo e quanto piacere attribuire alla condizione che otterremo. Alterando l’equilibrio tra il piacere e il dolore possiamo creare lo stato d’animo più utile per perseguire i nostri obiettivi.
Ma come possiamo agire praticamente sull’equilibrio piacere/dolore? Il modo per farlo è il seguente. Per ognuno dei 4 o 5 obiettivi che hai scelto effettua le seguenti operazioni (se non hai ancora scelto i tuoi obiettivi rileggi gli ultimi post):

  • Prendi il foglio sul quale hai descritto il tuo obiettivo e le caratteristiche dello stesso.
  • Scrivi tutto il dolore che dovrai sopportare se non decidessi di agire. Per facilitarti il compito ho preparato alcune domande alle quali puoi rispondere per iscritto sul tuo foglio: "Quanto mi costerà se non attuerò questo cambiamento? Cosa mi perdo nella mia vita se rimango in questa situazione di immobilismo? Quali svantaggi otterrei dal punto di vista fisico, mentale, finanziario, emotivo, spirituale se non decidessi di dedicarmi al mio obiettivo? E quali conseguenze sulla mia autostima?" Prova a proiettarti nel futuro di uno, cinque, dieci e venti anni, immaginando di non aver fatto nulla per perseguire il tuo obiettivo e rispondi alle seguenti domande: "Come mi sentirei tra un anno se non avessi fatto nulla per raggiungere il mio obiettivo? E quale sarebbe il mio stato d’animo se fra cinque anni mi trovassi ancora al punto di partenza? Sarei felice, mi sentirei realizzato, avrei dei rimpianti, delle recriminazioni o dei rimorsi? E quali sensazioni potrei provare tra dieci anni? Potrei ritenermi un fallito? La fiducia in me stesso e nelle mie capacità potrebbe subire delle conseguenze? In che modo non perseguire il mio obiettivo potrebbe peggiorare il mio livello di benessere? Potrei causare danni o sofferenze anche alle persone care?". Lo scopo è accumulare una buona dose di dolore da collegare all’idea di non agire. Sta a te trovare le parole corrette, individuare “le giuste corde da pizzicare” per amplificare il tuo senso di dolore e insoddisfazione per la condizione attuale (del resto chi meglio di te può conoscere ciò che ti fa star male e ciò che ti fa star bene?). Quindi rispondi alle domande come se avessi davanti a te la tua stessa persona e dovessi cercare di convincerla ad agire, perché restare in una situazione di immobilismo è la cosa più sbagliata che possa fare.
  • Ma per creare un effetto migliore possiamo anche associare molto piacere alla condizione futura. A tal fine risponderemo (sempre per iscritto) alle seguenti domande: "Quali vantaggi potrei ottenere se operassi questo cambiamento? Quali piacevoli e importanti conseguenze otterrei dal punto di vista mentale, fisico, finanziario, emotivo e spirituale? Quali vantaggi otterrebbero la mia famiglia e tutte le persone a me care? Quanto mi sentirò felice e quali altre piacevoli sensazioni proverò? Quale sarà il livello di fiducia in me stesso, la mia autostima, il mio livello generale di benessere tra uno, cinque, dieci e vent’anni se decidessi di perseguire con costanza il mio obiettivo?". Come per il punto precedente, la raccomandazione è quella di trovare le giuste parole che ti aiutino a provare un forte piacere all’idea di raggiungere la tua meta.


Tutto ciò che abbiamo scritto sul nostro foglio, dalla descrizione dell’obiettivo alla lista del piacere e del dolore, dovrà essere riletto con intensità e partecipazione nei giorni futuri. Nei primi tempi è importante rileggere quanto scritto con una certa frequenza, cercando di condizionare il più possibile la nostra mente ad associare dolore alla condizione contingente e piacere alla condizione futura. Il nostro foglio va riletto ogni volta che noteremo anche un minimo calo di motivazione. Questo è il primo passo per trovare la spinta giusta ad agire. In futuro vedremo anche come adottare degli opportuni stratagemmi per recuperare in pochi istanti le giuste motivazioni e il giusto spirito.

giovedì 10 settembre 2009

Scegliamo gli obiettivi per il prossimo anno

Nel post precedente ti ho chiesto di redigere la lista di tutti i sogni e gli obiettivi che vorresti raggiungere se avessi a disposizioni risorse infinite e un tempo infinito. Ricorda che non abbiamo scritto l’elenco di tutti gli obiettivi che devi realizzare categoricamente, ma una lista di riferimento che servirà ad orientarti nel futuro. Può anche essere suscettibile di variazioni: se tra un mese o un anno ti accorgi di voler perseguire un nuovo obiettivo, puoi tranquillamente inserirlo nella tua lista.

Ora però è arrivato il momento di scegliere alcuni di questi obiettivi e cercare il modo di realizzarli. Questo post ti aiuterà a sceglierne alcuni e a definirli meglio in modo da prendere reale consapevolezza di ciò che vuoi effettivamente raggiungere.

Il primo passo è indicare, per ogni obiettivo della lista, un termine temporale entro il quale potresti riuscire a realizzarlo. In pratica, per ogni obiettivo indicato nella tua lista, poniti la seguente domanda: “se decidessi di realizzare questo obiettivo adesso, di quanto tempo avrei bisogno?”. Dovrai quindi ottenere una lista di obiettivi con a fianco l’indicazione “1 anno”, “2 anni”, “10 anni” ... “30 anni”..., cioè il tempo necessario per realizzare quell’obiettivo qualora decidessi di portarlo avanti.

Ora è arrivato il momento di scegliere 5 o 6 progetti ai quali intendi dedicarti per i prossimi 12 mesi. Ovviamente ciò non vuol dire che devi scegliere solo obiettivi realizzabili entro un anno. Potresti ritenere prioritario un importante obiettivo professionale che richiede 5 o 10 anni per essere portato a compimento. In tal caso sceglierai di dedicarti a questo obiettivo avendo anche l’accortezza di definire le "tappe intermedie" che dovrai rispettare entro l'anno. Puoi anche scegliere più di cinque obiettivi per i prossimi 12 mesi. Molto dipende dalla complessità degli obiettivi che sceglierai: se entro 12 mesi desideri triplicare il tuo reddito, viaggiare in 20 paesi del mondo e costruirti una famiglia, è molto probabile che tu vada incontro ad un fallimento. Ma se entro 12 mesi vuoi creare le basi di un progetto imprenditoriale, vuoi approfondire i tuoi studi di musica, fare un viaggio all’estero e frequentare una scuola di ballo, stai evidentemente scegliendo degli obiettivi più facilmente realizzabili nell’arco di tempo considerato.

Non dovresti avere particolare difficoltà a scegliere i tuoi obiettivi per il prossimo anno. Semplicemente scorrendo la tua lista dei sogni proverai più interesse e entusiasmo per questo o quell’obiettivo e riuscirai facilmente ad individuare gli obiettivi che ritieni prioritari. In questo processo non aver paura di farti guidare dall’istinto.

Ora prendi un nuovo foglio e trascrivi il primo obiettivo seguendo le seguenti regole:

1) Scrivi l’obiettivo in forma positiva. Ad esempio è corretto l’obiettivo “Voglio studiare i primi 15 DVD del mio corso multimediale di inglese”. Non è valido l’obiettivo “Non voglio più essere disordinato”. In altre parole dobbiamo indicare ciò che vogliamo raggiungere e non ciò da cui vogliamo allontanarci. Ciò perché la nostra mente non riesce a codificare la negazione: scommetto che se ti dico di “non pensare ad un elefante” e ti ripeto con tono ancora più fermo di “non pensare assolutamente ad un elefante”, tu stai già per rappresentarti nella tua mente un elefante. L’istruzione contenuta nella parolina “non”, posta all’inizio della frase, non viene elaborata dalla nostra mente in fase di creazione di immagini e pensieri. Ecco il fondamentale motivo per cui ogni nostro obiettivo deve essere posto in forma positiva. Prima di realizzare qualcosa non possiamo fare a meno di rappresentarcela mentalmente. E quanto più ci rappresentiamo mentalmente un obiettivo in modo vivido, dettagliato e luminoso, tanto più riusciremo a trovare le risorse utili per perseguirlo. Pertanto se ci concentriamo su ciò che "non vogliamo", non facciamo altro che costruire nella nostra mente l'immagine del fallimento. Ad esempio chi cerca in tutti i modi di “non essere timido nel rapporto con le persone”, non fa altro che concentrarsi sulla sua immagine impacciata e inadeguata e, visto che la nostra mente non riconosce il “non”, va esattamente nella direzione opposta a quella che si era prefissato. Se invece quella persona si ponesse come obiettivo di “voler essere estroverso, solare e raggiante quando è in mezzo alla gente”, rappresenterebbe nella sua mente delle immagini (e quindi delle mete da raggiungere) completamente diverse. Non di rado si trovano persone che prima di fare qualcosa che provoca loro tensione si ripetono tantissime volte frasi del tipo “non devo andare nel panico” oppure “non devo farmi prendere dall’ansia”. Puntualmente ottengono il risultato contrario, proprio perché non hanno fatto altro che figurarsi nella loro mente le immagini del fallimento, dando al cervello coordinate sbagliate. Otterrebbero un risultato completamente diverso se ripetessero più volte una frase del tipo: “rimarrò calmo e rilassato”.

2) Ora, sempre sullo stesso foglio, descrivi nel modo più preciso possibile come deve essere il risultato finale che vuoi ottenere: che aspetto avrà? Quali sono i parametri che ti permetteranno di capire che avrai raggiunto il tuo obiettivo? Cosa vedrai, udirai e quali sensazioni proverai quando avrai raggiunto il tuo obiettivo? Scrivi quanti più dettagli possibili, in modo che si formi nella tua mente un’immagine nitida del traguardo che intendi raggiungere. Ricorda che ogni cosa che hai ottenuto nella tua vita si è prima formata nella tua mente. E le cose per le quali ti sei più impegnato (e che probabilmente hai anche realizzato) sono quelle che hai desiderato di più. E desiderare vuol dire immaginarsi in modo dettagliato, vivido, grande, luminoso ciò che vogliamo ottenere. Significa immaginare i suoni che ascolteremo e le sensazioni bellissime che proveremo quando avremo realizzato il nostro obiettivo. Significa vivere mentalmente, più e più volte, le esperienze future che vogliamo perseguire. Ciò che scriverai ti servirà anche da procedura di verifica: infatti quanto più dettagliata sarà la descrizione di ciò che vuoi ottenere, tanto più riuscirai a riconoscere il momento in cui avrai raggiunto il tuo obiettivo. Inoltre mettendo per iscritto queste caratteristiche e rileggendole con una certa frequenza, creerai nella tua mente dei riferimenti precisi che avranno delle submodalità utili per attingere alle giuste risorse.

3) Verifica inoltre che l’obiettivo che ti sei posto non dipenda da altri. Ciò non vuol dire che devi fare tutto da solo (molti obiettivi richiedono la cosiddetta “alleanza di cervelli”, ossia l’interazione tra più persone), ma di sicuro devi accertarti che il tuo obiettivo non dipenda esclusivamente dall’azione di altri.

4) Verifica che il tuo obiettivo sia – come si suol dire in PNL – “ecologico”, cioè tale che la sua realizzazione non procuri alcun danno a te, all’umanità e all’ambiente nel quale vivi.

Ripeti la procedura (i punti da 1 a 4) per i restanti obiettivi che hai scelto.

Ora hai ancora bisogno di definire le opportune strategie per raggiungere i tuoi obiettivi e trovare le motivazioni giuste che ti consentano di perseguire i tuoi scopi con costanza ed entusiasmo. Vedremo come fare nei prossimi post.

sabato 5 settembre 2009

La lista dei nostri sogni

E dunque il primo passo è fissare degli obiettivi. Cosa vuoi veramente dalla vita? Cosa vuoi diventare? Quali sensazioni vuoi provare?
Il post di oggi sarà il primo passo verso la formulazione di obiettivi chiari e precisi ed è quindi particolarmente importante.

Abbiamo già detto quanto sia fondamentale avere degli obiettivi definiti e quantificabili. Potrei desiderare semplicemente “più soldi”. Oppure potrei desiderare di "guadagnare almeno 10.000 euro al mese". Chi ha l'obiettivo di “guadagnare semplicemente di più”, accetterebbe facilmente un lavoro di 2.000 Euro al mese. Ma se il suo reale obiettivo fosse guadagnare 10.000 euro al mese, molto probabilmente rifiuterebbe quel lavoro perché non coerente con l’obiettivo prefissato. A meno che la sua strategia non preveda di lavorare a 2.000 Euro al mese per un certo tempo in modo da mettere da parte il capitale necessario da investire successivamente in un progetto che gli procuri i 10.000 euro al mese ai quali ambisce.

Se abbiamo degli obiettivi precisi, se sappiamo veramente dove vogliamo arrivare, riusciremo a fare le nostre scelte con una certa facilità. Chi non ha obiettivi definiti e chiari, ha sempre enorme difficoltà a prendere decisioni. La persona che non sa cosa vuole dalla vita va facilmente in “tilt” ogni volta che si trova di fronte ad una nuova opportunità: la causa sta proprio nel fatto che quella persona non si è mai chiesta cosa realmente vuole dalla vita, perché, se lo avesse fatto, riuscirebbe facilmente a valutare se quell’opportunità può essere compatibile o meno con gli obiettivi finali che intende raggiungere. Se abbiamo degli obiettivi ben formati, riusciamo a far fronte agli inevitabili imprevisti che dovessero sorgere lungo il percorso. Se parto da Napoli e so di dover raggiungere Firenze, potrò anche trovare un’interruzione all’altezza di Roma, ma in tal caso saprò di dover trovare una strada alternativa che mi consenta di giungere a destinazione. Ma se parto da Napoli e non so dove arrivare, qualsiasi ostacolo lungo la strada potrebbe farmi deviare, arenare o addirittura farmi tornare indietro.

Ma definire gli obiettivi che perseguiremo nel corso della nostra vita non è facile. Se io ti chiedessi di scrivere su due piedi l’elenco degli obiettivi che dovranno caratterizzare la tua vita futura, probabilmente troveresti qualche difficoltà. Non è facile tracciare la rotta da seguire in pochi minuti e soprattutto avere la certezza di restare coerenti con quegli obiettivi e non rimetterli in discussione dopo qualche mese o qualche anno. Inoltre ti faresti inevitabilmente condizionare dalle tue risorse contingenti e dai i tuoi limiti attuali. Dopo qualche minuto la tua mente si ritroverebbe in quache circolo vizioso che ti porterebbe a demoralizzarti.

Ecco una tipica sequenza di pensieri con la quale ti troveresti a fare i conti:
- vorrei sviluppare quel progetto imprenditoriale e fondare un’azienda...
- ...m
a non ho nemmeno un euro da investire e poi forse sono un po’ avanti con gli anni per tentare questa strada...
- Mi convinene veramente?
- E se poi mi ritrovo a perdere la mia condizione attuale che comunque mi garantisce di vivere decentemente?
- Forse è meglio che ripiego su quest’altro obiettivo, anche se non è così gratificante. Ma almeno non è così rischioso...
”.

Ecco, se ti chiedessi di fare questo tipo di lavoro, ti ritroveresti ad utilizzare i “circuiti mentali” che utilizzi da sempre, quelli che probabilmente ti procurano un certo immobilismo o ti spingono ad affrontare le situazioni senza le giuste convinzioni e motivazioni.

Il lavoro che ti chiedo di fare è diverso. Iniziamo prima di tutto a scrivere tutti i tuoi sogni e gli obiettivi che potrebbero renderti felice. Prendi un foglio e una penna. Ti consiglio anche di preparare una cartellina che raccoglierà tutti i tuoi esercizi. Assicurati di avere un po’ di tempo a disposizione. Inizia a scrivere tutte le cose che avresti voluto fare e che non hai fatto. Tutti i sogni e i desideri che sono affiorati nella tua mente da quando sei nato. Scrivi tutti gli obiettivi che vorresti raggiungere a prescindere dalla loro complessità e dalle risorse che hai a disposizione. Se mentre scrivi affiora un pensiero che ti invita a tralasciare quell’obiettivo perché irrealizzabile o perché richiederebbe risorse che non hai, tu accompagna quel pensiero fuori dalla tua mente e scrivi ugualmente quell’obiettivo. In pratica mentre scrivi i tuoi obiettivi, poniti la seguente domanda: “Cosa vorrei realizzare nella mia vita se io avessi risorse infinite, un tempo infinito a disposizione e se avessi la garanzia di non poter fallire?”. Nota bene che qui non parliamo soltanto di obiettivi professionali, anche se più volte ho fatto riferimento a questa sfera. Devi scrivere tutto ciò che vuoi realizzare, fare, vedere, sentire, provare; e devono essere obiettivi relativi a qualsiasi sfera della tua esistenza (lavoro, hobby, studio e conoscenza, famiglia, divertimento etc..). Non aver paura di scrivere decine e decine di obiettivi: ricorda che abbiamo supposto che avrai a disposizione un tempo infinito per realizzare i tuoi obiettivi. Cerca di scrivere il più velocemente possibile, man mano che gli obiettivi ti vengono in mente. Usa delle abbreviazioni per velocizzare l’operazione, in modo da assecondare la tua mente che sicuramente viaggierà ad una velocità superiore a quella della tua penna. Vedrai che man mano che scriverai i tuoi obiettivi, te ne verranno in mente altri automaticamente. Nella tua mente si accenderanno decine di lampadine e questo processo ti darà anche delle belle soddisfazioni. Ricorda che non è detto che dovrai realizzare tutto ciò che avrai scritto: questo esercizio ti serve per liberarti di tutto ciò che hai dentro in merito alle tue aspirazioni. Pertanto non tralasciare nulla, anche se ti vengono in mente cose assurde e fantasiose.
Pensa che nella mia lista degli obiettivi (che contiene oltre 200 voci!), tra le altre cose, c’è anche “un viaggio sulla luna con annessa camminata lunare”, una “scalata di una tra le cinque vette più alte del mondo” oltre ad “imparare a guidare un sommergibile ed un elicottero” e a “lanciarmi con il paracadute”. Per inciso, tra gli obiettivi che qualche anno fa avevo scritto sul mio foglio, c’era anche “gestire un blog su internet” e ti assicuro che quando ho aperto questo blog mi era proprio passato di mente di aver indicato questo obiettivo nella mia lista (me ne sono accorto solo qualche settimana fa, rileggendo la mia lista): segno che già il semplice fatto di mettere per iscritto ciò che desideriamo, aiuta la nostra mente ad avere delle coordinate precise e indirizza meglio le nostre azioni.

Anche tu non devi aver paura di scrivere centinaia di obiettivi: lo scopo è quello di svuotare la mente da tutto ciò che nel corso degli anni hai considerato di realizzare, anche se per un solo istante. Ovviamente devi indicare degli obiettivi che, se realizzati, ti procureranno una certa dose di piacere. Se da bambino volevi fare il poliziotto, ma oggi sai che non ti darebbe alcuna soddisfazione, evita di inserire in lista questo obiettivo. E’ una precisazione scontata, ma a volte è opportuno farla perché ci sono alcuni che prendono alla lettera delle istruzioni senza avere la giusta elasticità mentale... :-)
L’unica accortezza che devi avere è scrivere degli obiettivi che abbiano un certo grado di definizione: per intenderci non ha senso scrivere “viaggiare”, “dimagrire”, “guadagnare di più” e "imparare le lingue"; è molto più utile scrivere: “fare un viaggio in Indonesia, in Giappone e in Brasile” o “raggiugere il peso forma di 70Kg” o “guadagnare almeno 10.000 euro al mese” o "studiare il corso multimediale di inglese che giace nella mia libreria da oltre 5 anni". Ciò permetterà in futuro alla nostra mentre di avere delle coordinate precise e soprattutto di saper riconoscere il momento in cui l’obiettivo sarà realizzato. Arresta il processo quando sei veramente convinto di aver tirato fuori tutto. Questo è solo il primo passo...